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Reperibilità del dirigente medico

Cassazione Civile Sez. L. Sentenza n. 5465/16 – Reperibilità del dirigente medico – La Corte di Cassazione ha affermato che ove il dirigente in servizio di pronta disponibilità venga chiamato a rendere la prestazione, l’azienda, oltre a corrispondere la maggiorazione prevista dal comma 5 dell’art. 17 del CCNL 3.11.2005 (o in alternativa, su richiesta del dirigente, il recupero orario), dovrà comunque garantire allo stesso il riposo settimanale, a prescindere da una sua richiesta, trattandosi di diritto indisponibile, riconosciuto dalla Carta costituzionale oltre che dall'art. 5 della direttiva 2003/88/CE.

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Responsabilità medica in lavoro d'equipe

Cassazione Penale Sentenza n. 18780/16 – Responsabilità medica  – La responsabilità penale di ciascun componente di una equipe medica per un evento lesivo occorso al paziente sottoposto ad intervento chirurgico non può essere affermata sulla base dell'accertamento di un errore diagnostico genericamente attribuito alla equipe nel suo complesso, ma va legata alla valutazione delle concrete mansioni di ciascun componente, nella prospettiva di verifica, in concreto, dei limiti oltre che del suo operato, anche di quello degli altri.   FATTO: Con sentenza in data 3...

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Responsabilità dell'infermiere nella somministrazione della terapia medica

Cassazione Civile Sentenza n. 7106/16 – Sulla responsabilità dell'infermiere professionale circa la somministrazione della terapia medica – Nel provvedere alla somministrazione farmacologica, l'infermiere, lungi dall'esaurire il proprio apporto nella mera esecuzione materiale della terapia prescritta, proprio perché in possesso di professionalità e competenze specifiche, non può esimersi, ove si presti il caso, dalla opportuna interlocuzione con lo stesso medico, al fine di ricevere conferma della correttezza della prescrizione.   FATTO E DIRITTO:...

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Danno da mancato consenso informato

Cassazione Civile Sentenza n. 10414/16 – Danno da mancato consenso informato – In tema di attività medico-chirurgica è risarcibile il danno cagionato dalla mancata acquisizione del consenso informato del paziente in ordine all’esecuzione di un intervento chirurgico. Infatti il consenso informato, inteso quale espressione della consapevole adesione al trattamento sanitario proposto dal medico, impone che quest’ultimo fornisca al paziente, in modo completo ed esaustivo, tutte le informazioni scientificamente possibili riguardanti le terapie che intende praticare o l’intervento chirurgico che intende eseguire.

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Colpa medica nell'attività di equipe

Cassazione Penale Sentenza n. 20125/16 – Colpa medica nell'attività di equipe – Nella colpa medica nell'attività di equipe ciascuno dei soggetti che si dividono il lavoro risponde dell'evento illecito, non solo per non aver osservato le regole di diligenza, prudenza e perizia connesse alle specifiche ed effettive mansioni svolte, ma altresì per non essersi fatto carico dei rischi connessi agli errori riconoscibili commessi nelle fasi antecedenti o contestuali al suo specifico intervento.   FATTO: Il S. era stato tratto a giudizio e condannato alla pena...

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Rifiuto atti di ufficio

Cassazione Penale  – Rifiuto atti di ufficio - Non sussiste il reato di cui all’art. 328 c.p. per il medico che ometta di consegnare alla collega tutto il materiale in suo possesso concernente il servizio di emergenza sanitaria territoriale di cui era stata nominata dirigente, nonostante uno specifico ordine di servizio in tal senso. La Corte di Cassazione ha infatti affermato che per il reato di cui all’art. 328 del codice penale si rende necessaria una richiesta scritta che assume la natura e la funzione tipica della diffida ad adempiere, dovendo la stessa essere rivolta a sollecitare il...

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