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Responsabilita' medica: Orchiepididimite – Ritardo nell’intervento chirurgico

Responsabilita' medica: Orchiepididimite – Ritardo nell’intervento chirurgico rapportabile all’uno o all’altra, eventualmente con criterio equitativo, con conseguente graduazione o riduzione proporzionale dell’obbligo risarcitorio del professionista. Nel ribadire la validità del principio causale puro, pur all’esito di un accertamento della sussistenza del nesso di causalità condotto sulla base del criterio del “più probabile che non”, si è in particolare negata l’ammissibilità di una comparazione tra causa umana imputabile e causa naturale non imputabile, potendo essa configurarsi solo tra comportamenti umani colpevoli.  La Corte di Cassazione ritiene quindi che dove la condotta del medico si ponga quale antecedente autonomo e sufficiente per la causazione dell'evento dannoso, non possa ritenersi automaticamente esclusa dal pregresso stato patologico (rectius, la pregressa condizione genetica della sindrome di Down), in quanto trattasi di due campi d'indagine separati: uno è l'accertamento del nesso di causalità e l'altro è l'accertamento della condotta colposa, quest'ultima propriamente costituendo il criterio di imputabilità della responsabilità. Pertanto solo all'esito dell'accertamento della sussistenza del nesso di causalità tra la condotta colposa e il danno, in occasione del diverso e successivo momento della delimitazione dell'ambito del danno risarcibile e della determinazione del quantum di risarcimento, la considerazione del pregresso stato patologico del danneggiato può invero valere a condurre ad una limitazione dell'ammontare dovuto dal danneggiante. Ciò detto in base al criterio posto dall’art. 1227 c.c. la diminuzione del risarcimento può avvenire in base alla gravità della colpa e all’entità delle conseguenze. A tale stregua trattandosi nella specie di ipotesi di a) pregresso stato patologico (rectius, condizione genetica) non ascrivibile a condotta umana imputabile e b) privo di incidenza causale sulla (successiva e autonoma) condotta colposa del medico  (la quale  ultima a sua volta non ha determinato uno specifico aggravamento della pregressa sindrome di Down), quand’anche si giunga alla conclusione che essa sia una concausa determinante di un più grave stato d’invalidità, alla riduzione dell’ammontare risarcitorio può invero pervenirsi non già sempre e comunque in termini di automatica percentuale corrispondenza ad operazioni di apporzionamento/frazionamento del nesso di causalità, bensì se del caso, in considerazione della peculiarità della fattispecie concreta, sul piano della equitativa valutazione del danno ex. art. 1226 c.c).