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Nozione di malattia: sentenza della Cassazione

Cassazione Penale  – Sulla nozione di malattia – L'orientamento giurisprudenziale che prevale da ultimo, più in sintonia con la dominante dottrina, richiede, perché si configuri stato di malattia, una perturbazione funzionale di tipo dinamico che, quindi, dopo un certo tempo, conduca alla guarigione, alla stabilizzazione in una nuova situazione di benessere fisico degradato o alla morte, con la conseguenza che alterazioni anatomiche alle quali non si associ un'apprezzabile riduzione della funzionalità non possono considerarsi malattia.Sentenza n. 4339/16

FATTO E DIRITTO: Il Giudice di pace di Lendinara, con sentenza del 3/7/2012, dichiarato M.R. colpevole del reato di lesioni colpose ai danni di N.G. e P.C.L., i quali, intenti a lavorare in un campo contiguo a quello del ricorrente avevano patito congiuntivite e dermatite, essendo rimasti interessati dall'anticrittogamico vaporizzato con un atomizzatore posto sopra un trattore, con il quale il M. aveva irrorato il proprio frutteto, condannava l'imputato alla pena stimata di giustizia, nonchè al risarcimento del danno da liquidarsi in separata sede, ponendo a carico del medesimo provvisionale di Euro.500,00, in favore di ciascuna delle parti civili costituite. L'orientamento giurisprudenziale che prevale da ultimo, più in sintonia con la dominante dottrina, richiede, perché si configuri stato di malattia, una perturbazione funzionale di tipo dinamico che, quindi, dopo un certo tempo, conduca alla guarigione, alla stabilizzazione in una nuova situazione di benessere fisico degradato o alla morte, con la conseguenza che alterazioni anatomiche alle quali non si associ un'apprezzabile riduzione della funzionalità non possono considerarsi malattia. Alterazioni, le quali, tuttavia, ben possono impegnare in misura anche di scarso rilievo l'intero organismo. Si è rilevato che 'il concetto di 'infermità' non è del tutto sovrapponile a quello di 'malattia', risultando, rispetto a questo, più ampio (...) avvertendosi anche che 'dal concetto di malattia sono esclusi i cosiddetti stati patologici, ossia quelle stazionarie condizioni di anormalità morfologica, o funzionale, ereditaria, congenita o acquisita, in cui non vi sono tessuti od organi in condizione di sofferenza e che sono compatibili con uno stato generale di buona salute' (...)' ed invece, richiedendo 'il concetto clinico di malattia (...) il concorso del requisito essenziale di una riduzione apprezzabile di funzionalità, a cui può anche non corrispondere una lesione anatomica, e di quello di un fatto morboso in evoluzione a breve o lunga scadenza, verso un esito che potrà essere la guarigione perfetta, l'adattamento a nuove condizioni di vita oppure la morte').